Ovunque Sia il 26 02 2011
Bianconiglio live@Arcitom Mantova venerdì 4 marzo + 40 feet container
Circa 5 anni fa invece...
Il giorno prima di laurearmi e i 6 mesi dopo.
Mi sono laureato l?otto marzo del duemilasei.
A parte il fatto che erano già un paio settimane che lo cercavo per farmi correggere le slide della tesi per la discussione, lui secondo me la mia tesi non l?ha mai letta. C?eravamo messi d?accordo diverse volte sia per mail che per telefono e ?sì, sì in settimana mighele dovrei gapidare in vagoltà??Alla fine mancava un giorno alla discussione e ancora il mio prof relatore non solo non aveva letto nulla di quello che avrei esposto, proprio manco si era fatto vedere. Io fra l?altro avevo già caricato la presentazione sul computer dell?aula magna perché era obbligatorio farlo entro 15 giorni dalla discussione. Il giorno prima di laurearmi quel prof doveva ancora vedere le mie slide..fino alle 18 di quel sette marzo. Arriva nel suo ufficio, mi saluta e va a prendersi ucafè. Quando torna va dritto in laboratorio a vedere i suoi esperimenti sugli intestini di teleosteo?mi tocca di inseguirlo come un paparazzo..dopo un po? di bla bla proteine e guarda le fette al tomografo (che mi laureavo il giorno dopo e proprio non poteva fregarmene di meno in quel momento, ma forse anche in un altro) gli chiedo: ?ha tempo di dare un?occhiata alle mie slide?? lui mi fa ?ah già le tue slide..??se n?era completamente dimenticato!!.I casi erano 2: o neanche per le palle di me, o era davvero tuonato di suo. ?Va beh mighele n?attimo che guardo qua il mie intestini poi ci mettiamo a guardare le slide? mi fa. Alla fine mi cambia un paio di slide con la sua faccia che sorrideva sempre e mi saluta. Cioè il giorno prima di laurearmi con tutto il tempo che c?era stato mi cambi anche della roba? Ma dov?eri in questi 15 giorni? Non ci credevo.. Va beh, vado per prendere l?autobus ma forse era già passato perché erano già le otto, e in questo modo se dovevo farmela a piedi avrei perso anche l?ultimo treno. Stavo già meditando di restare da qualche amico ferrarese a dormire, o su qualche amica panchina ferrarese, cambiare le slide durante la notte e poi prendere il primo treno per tornare a casa, e tornare alla mattina a Ferrara bello agghindato da uomo che si laurea (che poi i vestiti me li ha prestati tutti Macho Porta che erano tutti più lunghi e sembravo Nino D?angelo, scugnizzo a New York, ma anche un po? vagamente ragazzo povero della periferia di Nuova Orleans anni 30?anche le scarpe erano più lunghe e le maniche della giacca pure?che ridere, ero Momo). Per fortuna l?autobus è passato, mi ha portato in stazione e al volo sono riuscito anche a prendere l?ultimo treno per casa. Al binario incontro il papà di un mio amico che mi racconta di quanto suo figlio stia soffrendo per colpa dell?amore? Mi sono seduto su quel treno vuoto, vuoto come quando si sogna la piazza del proprio paese di notte, e un po? per i pensieri amorevoli e preoccupati di quel padre di quel mio amico e un po? perché non avevo voglia di tornare a casa e averci da cambiare le slide della tesi di quello stronzo che si era dimenticato di me, delle mie slide e delle tasse che pagavo, mi sono lasciato andare ad un sano pianto da ragazzo in cura. Poi mi sono addormentato peso. Arrivo a casa, mangio, cacca, barba (all?epoca avevo i baffi e quella volta mi sono pure sbagliato e me li sono fatti troppo corti che sembravo Charlie Chaplin o Hitler, come volete?quindi: maniche lunghe, vestiti lunghi e baffi sbagliati?bruta giurnada), mi metto a cambiare la presentazione, salvo, carico tutto su una penna, sono le due, mi corico. 2 minuti dopo (perché sembrava davvero 2 minuti dopo) mi sveglio perché sono le sette. Arrivo in facoltà e fra una discussione e un?altra provo diverse volte ad infiltrarmi, ma all?ultimo tutte le volte non me la sento di fare il Nino D?Angelo che entra a fare l?inopportuna figura di merda di quello che non aveva caricato la presentazione (le famose slide del cazzo). Alla fine trovo il coraggio: entro e una Prof della commissione mi vede e: ?cosa sta facendo? Non lo sapeva che le slide andavano caricate già 15 giorni fa??. Al centro della commissione c?era lui, il prof, con la sua faccia dal sorriso perenne che pensava ai teleostei e sembrava il mio gatto quella volta che mi ha cagato sulla coperta di lana merinos dei miei genitori. Cosa potevo rispondere? Alla fine mi esce un ?ehhh faccio presto?. Un ?ehhh faccio presto? da ladro che parla a se stesso. Quell?8 marzo 2006 mi è sembrato di capire davvero che la vita potesse essere davvero intesa come una grassa grossa sorpresa (è come farsi la cacca addosso) e di fatto anche tutte le persone sono una grassa grossa sorpresa. Infatti, quando è il momento di entrare dentro all?aula per discutere la mia tesi, non parte la presentazione nuova con le slide che avevo modificato nel corso della notte, ma parte quella vecchia, quella con le slide che non erano state sostituite. Io in quel momento non ho detto assolutamente nulla, avrei voluto lanciare una bombetta di fumo e sparire con l?anello di Bilbo Beggins, e invece sono partito a parlare con una faccia che sembrava quella di luis amstrong quando suona la tromba. Il prof sempre bello sorridente, che poi ho scoperto anche essere il presidente della commissione, secondo me dormiva da un po? e forse o non se n?era neanche accorto o proprio ha fatto finta di non accorgersene. Proclamazione, cartellone con disegnato me seduto sul cesso che piango e suono la chitarra, vino con gettata sul finale alle 5 del pomeriggio. Era finita.
I sei mesi successivi all?8 marzo 2006 sono passati festeggiando ogni giorno la festa della donna; ogni tanto andavo all?informagiovani e guardavo i vari lavori, li passavo tutti in rassegna come quando si sfoglia un catalogo di moquette da mettere in corridoio; dopo un po? trovai qualcosa che mi interessava: era un lavoro per l?estate come animatore di bambini ad un campo estivo (eh sì? era proprio ciò per cui avevo studiato, dato che avevo fatto scienze naturali, perfetto, come una lavatrice in un campo di pomodori direi). Intanto a maggio il mio bel curriculum giungeva nelle mani di una ditta che trattava la bonifica di fanghi e cercava un tecnico per far andare l?impianto di depurazione. Andai al colloquio e quella mattina mi vestii un po? meglio del Nino D?angelo del giorno della laurea, passai tutto il tempo sull?impianto fra operai molto bestemmianti ma simpatici e comunque anche loro con una certa dignità di umoristi della situazione; scoppiò anche un tubo con dentro dell?acido cloridrico 2 molare?no problema, cose che succedono in fabbrica..in posti come quello c?ero già stato 7 mesi, a 20 anni, quando mi ero ammalato di ?non voglia di andare all?università che sei sempre senza soldi, dannazione?, poi ero guarito miracolosamente dalla non voglia di studiare dopo quei 7 mesi di fabbrica e mi ero riscritto, e laureato, ed eccoci qua a venderci bene. Anzi a rivenderci bene. Alla fine della giornata passata sull?impianto, parlo anche col capo responsabile, che bestemmiava di meno (forse bestemmiava in silenzio lui, forse era proprio per questo motivo che era riuscito a diventare capo.mah.). Era vestito orribilmente ma si sentiva un grande elegantone. Infatti mi chiede senza la erre: ?allora cosa ne pensi? Guarda che un giorno tu sarai vestito come me?. Intanto che lo diceva me lo studiavo bene da capo a piedi (anche se il capo in realtà era lui): cardigan blu da vecchio che va a giocare alla tombola al bingo e spera di cuccare un?altra bella vecchia e farsi una cinquina, camicina da reparto geriatria anche se viaggiava sulla cinquantina, braghe a imbuto con scarpe sempre blu tipo quelle di schumacher da corsa?forse era tifoso. Un giorno sarò vestito come te????pensavo. ?le farò sapere; grazie intanto per la giornata passata a fare esperienza? gli dico e me ne vado. Mi siedo in macchina nel parcheggio dell?azienda e con una colonna sonora che potrebbe essere quella di american beauty quando la sportina viene mossa dal vento e la voce fuori campo dice ?nel mondo c?è tanta bellezza? intanto che guardo gli altri operai rimasti a fare l?ultima mezz?ora di straordinario con i loro muletti che vanno a bestemmie, piango. E mi viene in mente Bukowski quando scriveva che generalmente le scelte importanti nella vita si è obbligati praticamente sempre a prenderle in una settimana.
Il giorno dopo mi presentai per fare il colloquio in quel posto che cercava educatori per bambini in un campo estivo e a giugno ero già in mezzo ai loro urli anarchici. Forse in fondo mi sentivo vestito più uguale a loro che non a quel capo responsabile con le scarpe di schumacher; e ogni volta che mi facevano arrabbiare o mi sentivo stanco, alla sera tornavo nel parcheggio di quell?azienda per ricordarmi di ciò che non volevo diventare.